ARÈMI

  • CATARRATTO SUPERIORE MENFI DOC
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    Arèmi, uno dei quattro semi onde son dipinte le carte degli azzardi, e anche le carte comuni. Il seme a denari, che ha il colore dell'oro e come l'oro è prezioso al gioco della scopa e del sette e mezzo.

    Oro liquido è il Catarratto, culuri d'arèmi: oro intenso e brillante che s'illumina del sole e del mare di Sicilia, carico della storia millenaria che mani sapienti hanno tramandato fino a noi, di generazione in generazione, dalla madrepatria greca fino alle fertili campagne di Menfi.

    Arèmi è amore per la terra, rispetto per la conoscenza, accettazione consapevole di una eredità da custodire.

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    Arèmi, uno dei quattro semi onde son dipinte le carte degli azzardi, e anche le carte comuni. Il seme a denari, che ha il colore dell'oro e come l'oro è prezioso al gioco della scopa e del sette e mezzo.

    Oro liquido è il Catarratto, culuri d'arèmi: oro intenso e brillante che s'illumina del sole e del mare di Sicilia, carico della storia millenaria che mani sapienti hanno tramandato fino a noi, di generazione in generazione, dalla madrepatria greca fino alle fertili campagne di Menfi.

    Arèmi è amore per la terra, rispetto per la conoscenza, accettazione consapevole di una eredità da custodire.

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    Arèmi, uno dei quattro semi onde son dipinte le carte degli azzardi, e anche le carte comuni. Il seme a denari, che ha il colore dell'oro e come l'oro è prezioso al gioco della scopa e del sette e mezzo.

    Oro liquido è il Catarratto, culuri d'arèmi: oro intenso e brillante che s'illumina del sole e del mare di Sicilia, carico della storia millenaria che mani sapienti hanno tramandato fino a noi, di generazione in generazione, dalla madrepatria greca fino alle fertili campagne di Menfi.

    Arèmi è amore per la terra, rispetto per la conoscenza, accettazione consapevole di una eredità da custodire.

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    Arèmi, uno dei quattro semi onde son dipinte le carte degli azzardi, e anche le carte comuni. Il seme a denari, che ha il colore dell'oro e come l'oro è prezioso al gioco della scopa e del sette e mezzo.

    Oro liquido è il Catarratto, culuri d'arèmi: oro intenso e brillante che s'illumina del sole e del mare di Sicilia, carico della storia millenaria che mani sapienti hanno tramandato fino a noi, di generazione in generazione, dalla madrepatria greca fino alle fertili campagne di Menfi.

    Arèmi è amore per la terra, rispetto per la conoscenza, accettazione consapevole di una eredità da custodire.

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    Arèmi, uno dei quattro semi onde son dipinte le carte degli azzardi, e anche le carte comuni. Il seme a denari, che ha il colore dell'oro e come l'oro è prezioso al gioco della scopa e del sette e mezzo.

    Oro liquido è il Catarratto, culuri d'arèmi: oro intenso e brillante che s'illumina del sole e del mare di Sicilia, carico della storia millenaria che mani sapienti hanno tramandato fino a noi, di generazione in generazione, dalla madrepatria greca fino alle fertili campagne di Menfi.

    Arèmi è amore per la terra, rispetto per la conoscenza, accettazione consapevole di una eredità da custodire.

  • Il Catarratto è una delle varietà di origine greca portate in Sicilia intorno all'VIII-VII secolo a.C. durante quella che fu una delle più importanti migrazioni dell'umanità.
    Diffuso oggi in tutta la Sicilia e adattatosi nei secoli a microclimi, suoli e condizioni molto differenti, il Catarratto predilige come suo terroir d’elezione le tre province di Agrigento, Trapani e Palermo.

    Recenti studi genetici hanno rivelato che il Catarratto è padre di molti vitigni italiani, che si sono evoluti nel corso della storia nei differenti territori grazie all'azione colonizzatrice dei Romani.
    Fra le varietà più note può annoverarsi sicuramente la Garganega, una delle varietà più antiche dell’Italia settentrionale, diffusa principalmente in Veneto dove da origine ad alcuni interessanti vini bianchi. Numerose sono le relazioni di parentela fra il Catarratto ed altri vitigni: il Mantonico Bianco in Calabria, il Susumaniello in Puglia, la Malvasia di Candia nell’Itala Centrale, il Trebbiano in Toscana, Albana e Mostosa in Romagna, Dorona e Marzemina in Veneto.

  • Diversi studi ampelografici condotti fra il XVII e il XIX secolo hanno identificato almeno otto fenotipi di Catarratto, due dei quali particolarmente diffusi in Sicilia: il Catarratto Comune e il Catarratto Lucido.

    Entrambi i biotipi sono vigorosi e mostrano una buona resistenza alle più comuni malattie della vite. Germogliano generalmente agli inizi di Aprile, con un lungo ciclo di maturazione che si conclude con la vendemmia nella prima metà di Settembre.
    I grappoli sono medio-grandi e di forma conica: quelli del Catarratto comune sono più compatti e allungati e presentano acini più piccoli e molto ricchi di pruina sulla buccia, mentre quelli del Catarratto lucido si riconoscono per le pronunciate ali laterali e gli acini più grossi, dalla buccia verdognola quasi priva di pruina.

    Anche i vini dei due biotipi mostrano caratteristiche differenti: quelli ottenuti dalle uve del Catarratto comune sono generalmente più intensi, caratterizzati da note floreali ed agrumate, mentre quelli che si ottengono dal Lucido sono più sapidi, e spesso mostrano un finale lievemente amarognolo.

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  • Arèmi è un vino intenso, molto saporito ed estremamente appagante.
    Ha un colore dorato brillante, e in esso risiede la ragione del suo nome: la macerazione sulle bucce regala un olfatto complesso, dove le note di buccia d’arancia amara e zagara di cedro evolvono nei toni più dolci della pasta di mandorle e della crosta di pane, con un tocco di erbe fini e spezie.
    In bocca è ampio e vellutato, bilanciato da una lieve sensazione tannica che ne accentua la struttura; la sua persistenza gustativa è amplificata dalle note gliceriche e da una spiccata sapidità che regala un finale lungo e appagante.

    Perfetto con le carni bianche e il pesce del Mediterraneo, si abbina con gli sformati di verdure, i formaggi lievemente erborinati come il gorgonzola dolce e i formaggi caprini freschi.

    TEMPERATURA DI SERVIZIO: 12 - 14 °C
    Arèmi va servito in ampi calici da vino bianco, a temperatura fresca ma non fredda.
    Freezer ed abbattitori vanno assolutamente evitati, così come una sosta troppo prolungata in frigorifero: il vino non è filtrato né chiarificato e una temperatura inferiore ai 5 gradi, oltre a mortificare il suo complesso corredo aromatico, causerebbe delle evidenti precipitazioni tartariche.
  • Arèmi nasce a poche centinaia di metri dal Mediterraneo da una piccola vigna di 35 anni estesa poco meno di un ettaro, impiantata su terreni argillosi anticamente appartenenti al fondo marino ed oggi chiamati terrazzi, in contrada Belìce di Mare.
    I suoli, profondi, di tessitura fine e con abbondante scheletro arrotondato, rivelano fin dal loro colore rosso bruno la presenza di minerali di ferro, che donano alle uve una importante struttura sia in termini di acidità che di tannino.

    La vendemmia si svolge manualmente alla metà di Settembre, quando le vecchie viti di Catarratto hanno completato il proprio lungo ciclo produttivo e i grappoli hanno raggiunto un colore dorato e il perfetto equilibrio fra zuccheri ed acidità.
    Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate ed ammostate con tutte le bucce in una piccola vasca di acciaio, dove la fermentazione inizia spontaneamente nel giro di poche ore. Le follature manuali, a cappello compatto, vengono effettuate 4-5 volte al giorno fino al termine della fermentazione alcolica. Dopo la svinatura, Arèmi svolge un lungo affinamento sulle sue fecce fini per un anno in acciaio, con batonnages settimanali che diventano più radi a partire dal sesto mese.

    Imbottigliato senza chiarifiche e senza filtrazioni, Arèmi sviluppa la propria complessa personalità non prima di tre mesi dall'imbottigliamento e può evolvere in bottiglia per alcuni anni.
  • Vendemmia 2016: Wine Advocate 89+/100, Vini Buoni d'Italia Golden Star
    Vendemmia 2015: Slow Wine Vino Slow, GdS - Guida ai Vini di Sicilia Vino Top
    • vitigno: catarratto
    • terreno: argilloso con componenti ferrose
    • età del vigneto: 35 anni
    • tecnica di vinificazione: macerazione sulle bucce
    • fermentazione: lieviti selvaggi
    • affinamento: in acciaio e tonneaux di rovere francese
    • produzione media: 3.300 bottiglie/anno


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