Degustazioni | Perriconi e Pignatelli
Lunedi 22 Giugno 2015 ore 15.00
Terroirvino @ Genova, Villa Lo Zerbino
Degustazione orizzontale delle uve vere della Val di Mazara – solo 20 posti.
Perché proprio il Perricone?
Perché è l’uva vera, l’uva nera delle mie parti.
Il Nero d’Avola c’è arrivato, dalle mie parti, più o meno quando è arrivato il Cabernet Sauvignon, negli anni 80. Prima c’erano solo uve bianche: solo, ossia per la maggior parte. La minima parte delle rosse erano Perricone e Catanese Nero. Il primo c’è sempre stato: ci si faceva il setoso Marsala Ruby, oppure quel vinaccio aspro e forte che bevevano i contadini, e che si addolciva con un poco di Grecanico e d’Inzolia, o di Catanese.
Il Catanese Nero, che è una varietà quasi estinta e che si spera possa essere recuperata, prima o poi, anche se sulla qualità del vino che se ne tira fuori ho ancora dei dubbi. Catanese, pure, veniva chiamata qui un’uva della razza dei Nerelli etnei: molto più fine e delicata, e di bella presenza.
Perricone si chiama l’uva qui da me, sulle crete verdi-azzurre che impastano i terreni a sinistra del Belìce, mentre a destra, in Provincia di Trapani, si chiama Pignatello perché cresce bene nell’argilla rossa, la terra delle pignàte.
Perricone e Pignatello: gemelli divisi dal fiume, che hanno condiviso lo stesso destino. Uve nobili e decadute: passate dai 34.000 ettari in produzione negli anni ’70 e poi lentamente, inesorabilmente abbandonate dai contadini e dalle cantine, invaghitesi delle morbidezze e delle opulenze di Cabernet, Merlot, Syrah, che ne hanno preso il posto negli ultimi quarant’anni. Oggi, di Perricone ce ne rimangono pochi, pochissimi ettari: 192 dicono le statistiche, nemmeno il 2% del vigneto Sicilia.
Questa degustazione, una delle prime in assoluto, è un omaggio alla nostre radici, e (lo spero, lo spero davvero) una speranza per il futuro: che i giovani vignaioli di qui possano innamorarsi di nuovo di queste viti, forti e testarde, che possano imparare di nuovo a dialogarci, a domarle quando serve, che possano regalare alla nostra terra l’orgoglio di essere custodi di un patrimonio straordinario.
Ringrazio Nino, Francesco, Marco, Renato, Fabio e Mirella – i custodi del Perricone, fra i pochi che ancora ci credono - perché mi avevano detto di sì già due anni fa, quando mi sono sognata di notte di fare questa degustazione: spero di esserne all'altezza.
Tutte le info qui, e anche le istruzioni per prenotare.








