ALBAMARINA

  • BIANCO PASSITO MENFI DOC
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    Albamarina è il sole che sorge nel golfo di Porto Palo, è l'aria dorata e tiepida delle mattine d'estate. E' uva che si specchia nel mare azzurrissimo, da cui assorbe il sale e la freschezza.

    E' Catarratto appassito alla pianta con la semplice torsione del peduncolo, una tecnica che aiuta la concentrazione non solo di zuccheri ed aromi, ma anche di acidità, rendendo le uve ricche e saporite.

    E' una scommessa, una sfida, una sorpresa: da abbinare ai dolci di mandorla, ai formaggi piccanti o erborinati ed agli affumicati di pesce.

  • BIANCO PASSITO MENFI DOC

    Albamarina è il sole che sorge nel golfo di Porto Palo, è l'aria dorata e tiepida delle mattine d'estate. E' uva che si specchia nel mare azzurrissimo, da cui assorbe il sale e la freschezza.

    E' Catarratto appassito alla pianta con la semplice torsione del peduncolo, una tecnica che aiuta la concentrazione non solo di zuccheri ed aromi, ma anche di acidità, rendendo le uve ricche e saporite.

    E' una scommessa, una sfida, una sorpresa: da abbinare ai dolci di mandorla, ai formaggi piccanti o erborinati ed agli affumicati di pesce.

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    Albamarina è il sole che sorge nel golfo di Porto Palo, è l'aria dorata e tiepida delle mattine d'estate. E' uva che si specchia nel mare azzurrissimo, da cui assorbe il sale e la freschezza.

    E' Catarratto appassito alla pianta con la semplice torsione del peduncolo, una tecnica che aiuta la concentrazione non solo di zuccheri ed aromi, ma anche di acidità, rendendo le uve ricche e saporite.

    E' una scommessa, una sfida, una sorpresa: da abbinare ai dolci di mandorla, ai formaggi piccanti o erborinati ed agli affumicati di pesce.

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    Albamarina è il sole che sorge nel golfo di Porto Palo, è l'aria dorata e tiepida delle mattine d'estate. E' uva che si specchia nel mare azzurrissimo, da cui assorbe il sale e la freschezza.

    E' Catarratto appassito alla pianta con la semplice torsione del peduncolo, una tecnica che aiuta la concentrazione non solo di zuccheri ed aromi, ma anche di acidità, rendendo le uve ricche e saporite.

    E' una scommessa, una sfida, una sorpresa: da abbinare ai dolci di mandorla, ai formaggi piccanti o erborinati ed agli affumicati di pesce.

  • Il Catarratto è una delle varietà a bacca bianca più tradizionali e classiche della Sicilia, da molti studiosi considerata fra le più antiche.
    Diffuso in tutta la Sicilia, dove costituisce il 33% della superficie vitata complessiva, il Catarratto predilige come suo terroir d’elezione la parte occidentale dell’Isola, ossia le tre province di Agrigento, Trapani e Palermo.

    In Sicilia esistono almeno due biotipi distinti di Catarratto, ciascuno dei quali ha sviluppato, in 20 secoli di adattamento al terroir, molteplici cloni: il Catarratto comune e il Catarratto lucido.

    Entrambi i biotipi sono vigorosi e mostrano una buona resistenza alle più comuni malattie della vite. Germogliano generalmente agli inizi di Aprile, con un lungo ciclo di maturazione che si conclude con la vendemmia nella prima metà di Settembre.
    I grappoli sono generalmente medio-grandi e di forma conica: quelli del Catarratto comune sono più compatti e allungati e presentano acini più piccoli e molto ricchi di pruina sulla buccia, mentre quelli del Catarratto lucido si riconoscono per le pronunciate ali laterali e gli acini più grossi, dalla buccia verdognola quasi priva di pruina.

    Anche i vini dei due biotipi mostrano caratteristiche differenti: quelli ottenuti dalle uve del Catarratto comune sono generalmente più intensi, caratterizzati da note floreali ed agrumate, mentre quelli che si ottengono dal Lucido sono più sapidi, e spesso mostrano un finale lievemente amarognolo.

    Vuoi saperne di più sul Catarratto, vitigno classico siciliano? Clicca qui!

  • I vini di Catarratto sono estremamente interessanti: l'adattamento del vitigno a molti e differenti terroir della Sicilia ha creato, nei secoli, una famiglia sfaccettata di biotipi, ciascuno dei quali esprime caratteristiche uniche in funzione dei suoli e dei microclimi.
    Proprio il rapporto speciale di questa varietà con il terroir marino mi ha convinta a sperimentare differenti tecniche di vinficazione. Nel caso di Albamarina, l'appassimento in pianta dimostra come sia possibile bilanciare la classica dolcezza dei passiti con la freschezza tipica del territorio di Menfi.

    Il vino mostra infatti un colore giallo dorato brillante ed intenso, lievemente ambrato con l’affinamento, e sprigiona aromi intriganti di idrocarburi e fiori gialli, albicocca matura e mango, arricchiti da note di miele e mela cotogna. I sentori di spezie, nocciola e arachide integrano il suo profilo aromatico, aggiungendo complessità alla degustazione. Al palato è fresco ed intenso, caratterizzato da una buona acidità e da un finale molto lungo, equilibrato e persistente.

    Proprio per le sue caratteristiche a me piace abbinarlo non solo con la pasticceria secca e i dolci tipici della tradizione siciliana, ma anche con affumicati di pesce, formaggi erborinati e patè di fegato grasso.

    TEMPERATURA DI SERVIZIO: 12 - 14 °C
    Una temperatura fresca ma non fredda esalta le note saline ed intriganti di Albamarina, che sorprende per la sua beva snella ed estremamente appagante.

  • Il processo produttivo di Albamarina è lungo e laborioso, sia in vigna che in cantina.
    Seguiamo attentamente l’andamento della maturazione per tutto il mese di agosto, e una piccola parte delle uve viene vendemmiata durante la prima settimana di settembre, un po' prima della piena maturazione. Le uve restanti vengono invece lasciate alla pianta: sottoposte a torsione manuale del peduncolo, si vendemmiano dopo un appassimento di circa 20 giorni.

    Come la raccolta, anche la vinificazione avviene in due tempi.
    Le prime uve raccolte servono a realizzare una base piuttosto acida, fermentata con lieviti selvaggi fino a secco, e il vino ottenuto viene conservato in acciaio fino alla vendemmia delle uve appassite.
    Una volta raccolte e diraspate, le uve passite vengono bagnate con il vino realizzato in precedenza: in questo modo, l’alcol scioglie zuccheri ed estrae aromi, reidratando parzialmente le bucce, in una macerazione che dura circa 12 ore.
    Dopo la pigiatura, il mosto viene reinoculato con un pied-de-cuve di lieviti indigeni e la fermentazione si arresta naturalmente quando il vino raggiunge un grado alcolico sufficiente ad interrompere l’attività metabolica dei lieviti. Il che, come nel caso di Albamarina Lato B, può durare anche 18 mesi.

    L'affinamento è in barriques molto usate, che vengono volutamente lasciate scolme per permettere lo sviluppo della flor e un'ossidazione lenta e costante del vino. Naturalmente, il residuo zuccherino finale può variare in relazione alle caratteristiche dell’annata, ma raramente è superiore ai 60-80 grammi/litro.

  • Vendemmia 2012: Gambero Rosso 2 Bicchieri, AIS 4 Grappoli
    Vendemmia 2011: Wine & Spirits Magazine 90/100, Gambero Rosso 2 Bicchieri, AIS 4 Grappoli
    Vendemmia 2008: Wine Enthusiast 93/100, D'Agata e Comparini Vino Prezzo Piacere, AIS 4 Grappoli

    IL COMMENTO DI...
    Gil Grigliatti: ALBAMARINA, Bianco Passito 2011
    Ho assaggiato i loro bianchi ed i rossi che ho trovato estremamente piacevoli, eleganti, succosi, una cantina con un grande potenziale. Il passito (da uva cataratto) è straordinario! Fa 13,5%, ha una beva straordinaria ed ha la qualità dei grandi passiti: non è stucchevole ne pesante!
    Sicuramente siamo al livello dei migliori passiti italiani ... con vini di questo livello l'Italia si conferma come migliore (ed unico) interprete di questa tipologia nel mondo.
    • vitigno: catarratto
    • terreno: argilloso
    • età del vigneto: 30 anni
    • tecnica di appassimento: sulla pianta, con torsione del peduncolo
    • fermentazione: lieviti selvaggi
    • affinamento: in barriques usate
    • produzione media: 1.000 bottiglie/anno


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